
09/02/2009
Il mitic
A parti
Il ricav
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23/01/2009
FIGLI live (Concerto in Vaticano 24/12/02)
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23/01/2009
FAI COL CUORE (1993) FAI COL CUORE Io vivo con la musica, dio sa se me lo merito VIVRO' Vivrò con la faccia che tu amavi DIMMI LA VERITA' Dimmi, mi stai o no ascoltando Tu che hai anima in corpo sai cosa chiedi e che cosa dai Ho la mappa della mia vita in mano Cosa fai da queste parti? Non hai detto che eri al mare Ho un bel mondo fra le mani, sa di fresco e non va via PERCHE' NON SI VIVE PER SEMPRE C'erano dei giorni che tornavo su da scuola
basta voler bene a quel che fai
Il mondo non è facile, o spingi o ti fai spingere
preda oppure falco, sei chi sei
fai col cuore e non si sbaglia mai
Se sai la matematica, han l'anima anche i numeri
fai le case, ma che stiano su
È giusto dire: esisto anch'io, è inutile nascondersi
ma se vuoi farti onore, fai col cuore
Fai rumore, non farti dimenticare, fai col cuore, fai!
Fai! Stringi i lacci alle scarpe e vai
dall'inferno si ritorna su. Fai col cuore!
Fa che tuo figlio non debba mai
vergognarsi di te o di lui, fai col cuore, col cuore fai
Bisogna saper leggere le righe scritte in piccolo
noi gente senza santi in paradiso
Fai col cuore, guadagna per non rubare
fai col cuore, fai
Fai! Stringi i lacci alle scarpe e vai
dall'inferno si torna su. Fai col cuore!
Fa che tuo figlio non debba mai
vergognarsi di se o di noi! Fai col cuore!
Tiro il fiato e canto tutti i miei pensieri
le finestre spalancate fuori
sto ballando stretto con il mio domani
tutto ciò che può suonare suoni
l'arte magica di poter rientrare in se
è un bel vento, è umanità, è la festa mia con te
poco fa mi hai detto amore
hai la testa, fai col cuore, fai col cuore
coi miei giochi sempre nuovi, col difetto di sognare
Lo so che ho imparato a dirti amore
quando ormai c'era da andare, dove vado è da scoprire
ma vivrò per questa vita così nostra e andata in fumo
perché tu che hai tempo non lo butti via
Rivivrò senza morire perché è stupido e indecente
ricomincerò da niente e lo farò
ma giurò che vivrò e lo devo a te e basta
alla tua armonia che ho disfatto da egoista
e vivrò di più, col mio problema che... non vivrò con te
Vivrò, più del matto che ricordi
mi hanno fatto fare tardi, ma vivrò per ricordarti
Vivrò, con la fronte verso il mare
e le spalle alla montagna, come chi sta per partire
La lavagna del mio cuore ha il tuo ultimo messaggio
Sogni d'oro amore mio e fai buon viaggio
Io vivrò perché son nato e c'è sempre un'altra forza
per sfondare un'altra porta dove ci sei tu
Non m'inventerò niente più di quel che è vero
non ti spaccherò più il cuore contro al muro
e farò di più, per la stima che ho di me! Io vivrò con te! E dirò di più: dovunque io vivrò, io ti avrò con me...
c'è un bosco, dimmi se ne esco
dammi la parola chiave
dove andare, dimmi cosa fare
dimmi che cosa c'è nell'aria
la storia fammela capire
dimmi, c'è altra vita altrove
ci andiamo, dimmi solo dove
dimmi se ho famiglia e se riesco a tenerla
dammi dei progetti che ne ho bisogno
parlami all'orecchio o al cuore ma parla
dimmi che hanno senso i sogni che sogno
dimmi la verità, quanto ne ho colpa anch'io
di questo show immane di disumanità
che si muove per fame, per spiccioli o in nome di dio
dì la verità,
dimmi quanto può far male
amare chi amore non ne vuole
dimmi perché il mio cuore trema
cosa manca, qual è il mio problema
poi dimmi quante stelle viaggiano in cielo
io che in questa pelle viaggio da solo
fammi un pò di coraggio, io sto imparando
io equilibrista in piedi sul mondo
dimmi la verità; siam qui perché, per chi
dimmi chi sono io, chiedo dei no o dei sì
quel che faccio col cuore chissà in che mai cadrà
dì la verità
serve un'onda che porti su e una forza che butti giù
l'anima al corpo dice: non respiro, non ci sto
segui la luce, fammi uscire e là mi sveglierò
occhi assonnati, spalancati a un'alba viola e blu
corpo e anima e di più
Tu che hai il corpo e l'anima mia
sai quanto cuore so dare via
Sai controllarmi se sto rischiando
sai riscaldarmi se sto gelando
L'anima è nel corpo, corpo e anima, mi hai
Chi ha dell'anima in corpo sa, riconosce chi non ce l'ha
in amore i cattivi amanti, i prepotenti e le nullità
l'anima e il corpo se li stacchi non sai più chi sei
fa scintillare quei diamanti puri, gli occhi tuoi
certi fari abbaglianti, zitti tutti, sgombrano la via
corpo e anima sei mia
Tu che hai il corpo e l'anima mia
sai quanto cuore so dare via
sai controllarmi se sto rischiando
sai riscaldarmi se sto gelando
l'anima è nel corpo, corpo e anima, mi hai
è usata, strappata, ci perdiamo, aiutami, aiutami
Sono io, sono il tuo tesoro giuro,
ma splendere è un lavoro, amore, trovami, aiutami
Fammi luce se non ci vedo
dammi fiducia se non mi credo
e se non vado aggiustami, aiutami
Sono un essere vivo, sudo emozioni
piango e sternuto amore e odio, aiutami e rispettami
dimmi quello che devi dirmi
vai dritto al cuore se vuoi ammazzarmi
non paralizzarmi qui, non disfarti di me
aiutami, non vorrei vergognarmi a dirti ti amo,
aiutami
in mezzo agli idioti non ci ubriachiamo, aiutami
alle soglie di un altro giorno
vado e torno come un automa, amore...
Quanto abbiam pianto e combattuto
non rompere quel che hai costruito, aiutami, aiutati
Sono io la tua chiave non spezzarmi
non essere mia solo quando dormi
aiutami, entusiasmami
che il mio cuore così testardo
non resti a secco a un metro dal traguardo
non dovrei dirtelo ma ho bisogno di te
aiutami, non vorrei vergognarmi a chiamarti amore,
aiutami, in questo universo basso e volgare aiutami
alle soglie di un altro giorno
fammi un cerchio di fuoco e stelle intorno...
a beccarti qualche male tropicale?
Facchinetti, vuoi svegliarti? Avevamo un appuntamento
e c'è vento di importanti novità
Meno male, c'è anche il sole, pagherai la colazione
e magari poi facciamo una canzone
La facciamo in La maggiore, che fa bene e non inquina
la cantiamo in finto inglese, wana gana
Io scrivano e tu pianista, viceversa volpe e gatto
quel che abbiamo fatto, lo sappiamo noi
Con le macchine in divieto, scamiciati su un balcone
qui al volo, yes, facciamo una canzone
La facciamo in due, nascerà migliore
un bel pò sincera e anche un pò bugia
come tanta vita che ci ha preso in mezzo
ma che non venderemo, perché non ha prezzo
Dai, ragazzo, che facciamo una canzone
Ma Negrini, stiamo attenti, siamo grandi e complicati
non andiamo dai meccanici sbagliati
Noi non siamo professori, ma non c'hanno mai bocciati
siamo tori da rodeo, amico mio
Emigranti alla stazione, professione sognatori
Vieni fuori, che facciamo una canzone
Ne facciamo due: vinca la migliore
una per ballare, l'altra per sognare
poi scappiamo al mare con chi ci vuol seguire
Siamo sempre il chiodo e anche un pò il martello
Dai, fratello, che facciamo una canzone
forse io rinasco, rimani
ogni uomo fa i suoi viaggi
Se ho fortuna mi amerai un pò più di oggi, domani
se una prima volta c'è, se uno deve darsi via che sia con te
con i tuoi arcobaleni di pioggia e sole, non scapparmi via
Io domani, questa è l'idea, io ti porto con me
con dolcezza o via di peso, scegli tu
io la prima volta volai spaventandomi un pò
ma se impari a fidarti stai su
Ogni uomo ha la sua voce
la mia dice andiamo via dove più ci piace, domani
Se c'è luce avrò i tuoi sguardi
a occhi chiusi tu mi avrai, che sia presto o tardi, o domani
Poi per chi non sa di noi
metto i manifesti e sopra ci sei tu
Suoniamola questa musica, l'impossibile non lo è più
se può essere deve essere, accettami, il posto è mio, mio con te
Ogni uomo ha la sua stella
e la mia mi manda giù buone previsioni per domani
poi magari non è vero
ma non so perché, per te metterei sul fuoco queste mani
dico cose dette mai, per esempio chi ti tocca sono guai
giù le mani dai miei sogni
che domani è molto più di un giorno in più
Più di un giorno in più...
si sposava la polenta con il filo e le api in volo su nel cielo
c'erano dei sassi da tirare contro al sole
al campanile taciturno come il vecchio prete orfano di dio
c'era quella casa aperta a tutti come un porto di campagna
una necchi per cucire e un pianoforte tutto mio
Ma perché non si vive per sempre, oggi che ogni invenzione è verità?
La realtà abbraccerà mai la fantasia
medioevo e modernità, io coi miei fratelli là
siamo ancora noi quelli, chissà
C'era da aspettar mio padre a sera che tornava
che sudata, con la moto sempre più in salita, dalla fonderia
C'era poco e tutto, stanze fredde e caldo il letto
odor di brace e di animali, facce rosse, fisarmoniche juke box
Piante da scalare per ciliege e per guardar lontano
Americhe e Milano all'orizzonte, sopra il tetto o in cima a un ramo
Ma perché non si vive per sempre?
Tornerà chi abbiam perso e non c'è più?
Si potrà fare un primo maggio qui, dove sei solo ciò che sei
perché noi siamo sempre noi
Ma perché non si vive per sempre, casa mia, prateria quasi in città
la realtà abbraccerà mai la fantasia? C'è un casello, un cartello e via
mezzo cuore lo parcheggio qua, l'altro pezzo la strada la sa
Ma perché non si vive per sempre, ma perché scappa il tempo, dove va?
La realtà non ammazzi la fantasia, che bordello che nostalgia
io camillo in libertà, sarò ancora io quello chissà
16/01/2009
Tv. Il cantante dei Pooh ai giovani:«Non conta partecipare,ma vincere» Roby Facchinetti: «X-Factor?Ormai è meglio di Sanremo». BERGAMO - C’è chi lo scontro televisivo del lunedì sera lo seguirà, per i prossimidue mesi, con particolare enfasi. Perché per Roby Facchinetti X-Factor non significa solo addocchiare nuovi talenti con l’occhio (anzi,l’orecchio) del musicista,ma anche tifare per il figlio,Francesco. E se pensate che uno che fa musica da quarantatre anni possa essere contro questi nuovi talent show, state pigliando un granchio.Roby, secondo lei X-Factor fa bene alla musica? «Ma meno male che esiste!Se noi valutiamo quello che è successo l’anno scorso,con le trecentomila copie di Giusy Ferreri, è quasi restrittivo parlare di successo.Semmai è unmiracolo!E tutto grazie a X-Factor.La crisi della musica ha penalizzato soprattutto i giovani, per i quali non esistono più spazi. In teoria ci sarebbe Sanremo giovani, ma nemmeno mi ricordo chi ha vinto lo scorso anno... Invece ci si ricorda di chi ha vinto X-Factor! Ad esempio, l’ultimo vincitore di Sanremo giovani che ricordo io è Masini,ma sono passati quasi vent’anni, poi più nessuno ha avuto lo stesso successo.La verità è che, oggi,X-Factor è più importante di Sanremo! Mi auguro che quest’anno riscuota lo stesso successo, perché la musica ha bisogno di queste cose e i giovani hanno il diritto di trovare occasioni per esprimersi. Nemmeno Maradona sarebbe diventato un campione, se qualcuno non gli avesse dato una possibilità. Inoltre il programma consente di fare conoscere i cantanti umanamente e artisticamente». Perché da Amici non sono usciti personaggi di successo come Giusy? «Amici punta sualtre caratteristiche,crea personaggi da musical, mentre X-Factor punta su una grande vocalità». Come mai un talento come quello della Ferreri è stato scoperto dalla Ventura,che musicista non è,e non dalla Maionchi o da Morgan? «Simona non è una musicista,ma è molto musicale,sa ascoltare e sa cosa attrae l’orecchio. È un personaggio che fa tv da sempre e sa quando qualcosa funziona.Quando ho ascoltato Giusy per la prima volta si è capito che aveva qualcosa di diverso, perché è molto riconoscibile».Quest’anno in gara c’è anche una bergamasca... «Non avevo ancora avuto occasione di sentirla,ma ha un bel viso e una bella presenza e anche il ruolo visivo è importante. Comunque tutti i ragazzi ammessi sono bravi perché il livello richiesto da X-Factor è davvero molto alto». La guerra televisiva del lunedì ormai sarà X-Factor contro Grande Fratello, dove per altro presenzia un altro bergamasco.Scontata la scelta di Roby Facchinetti? «Scontatissima! Comunque mi fa piacere che in questo momento ci siano molti bergamaschi nel mondo artistico e in tv. Si è sempre pensato che non avessimo niente da dire, che fossimo chiusi e introversi. Questa coincidenza televisiva è sintomatica del fatto che qualcosa sta succedendo. Io sono felice per me e per tutti i bergamaschi e sono orgoglioso.Noi siamo gente molto legata alle nostre radici». Francesco lo preferisce come cantante o come presentatore di successo? «Vorrei che imiei figli facessero quello che più sentono,amano. Nel lavoro è la passione che fa la differenza,a prescindere da quello che uno fa. Ed è la passione che trasforma il lavoro in divertimento. Francesco sta crescendo molto, e credo che questa sia la sua strada, anche se lui non sa ancora, dice, cosa farà fra dieci anni.Mi piace anche come conduce Scalo 76. Sono soddisfatto dei miei figli,perché sono persone realizzate. Se ai suoi tempi ci fosse stato X-Factor, avrebbe partecipato? «Sì, di sicuro! Io avevo partecipato a Castrocaro che, se vogliamo, era quello che X-Factor rappresenta adesso. E avrei partecipato per vincere, perché non è vero che conta solo partecipare. Bisogna vincere!». Rossella Martinelli(Giornale di Bergamo, 13-01-08)
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09/12/2008
6 settembre 2008 Tributo a Roby Facchinetti
con Roby Facchinetti, Simona Bencini, Paola Folli, Paola Milzani, Fabio Santini, l’Orchestra e il Coro di Notti di Luce
Direzione e arrangiamenti di Gabriele Comeglio
Per il decennale di Notti di Luce la Camera di Commercio di Bergamo ha voluto omaggiare il suo pubblico invitando il musicista compositore e cantante che, più di tutti, rappresenta Bergamo e la musica leggera italiana unendo generazioni diverse: Roby Facchinetti.
Le sue canzoni sono state eseguite dallo stesso Facchinetti, supportato dall’Orchestra di Notti di Luce e da tre voci femminili di prestigio: Simona Bencini, per oltre dieci anni front woman dei Dirotta su Cuba e solista versatile che vanta numerose collaborazioni prestigiose (Renato Zero, Claudio Baglioni, Mario Biondi, Ron); Paola Folli (ha lavorato come corista di grandi cantanti come Mina, Andrea Bocelli, Adriano Celentano, Ivana Spagna, i Pooh ed Elio e le storie tese); Paola Milzani, molto apprezzata per le sue qualità vocali ed interpretative, maturate in virtù della sua formazione classica e attraverso l’esperienza di teatro e televisione, unitamente ad un talento jazzistico fuori dal comune (Bob Mintzer, Franco Ambrosetti, Sarah Jane Morris). Sul palco anche Fabio Santini, noto giornalista, scrittore, autore teatrale e conduttore televisivo e radiofonico, che ha conversato con Roby Facchinetti sulle tematiche della sua musica.
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25/04/2008
I FAVOLOSI '60 VALENTINO LA NUOVA STILISTA PUNTA SULL'EFFETTO CROMATICO
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28/03/2008
ROBY FACCHINETTI PARLA DELL'INCONTRO TRA LUCIO BATTISTI E MOGOL "Queste sono le opportunità dell'esistenza.Qualcuno puo' dire "tu sei stato fortunato", ma è anche vero che le opportunità diventano tali se tu sei in grado di coglierle nel migliore dei modi. Allora ti cambiano veramente la vita, come è successo a me quando nel 1966 sono entrato a far parte dei Pooh. E come è successo a Battisti dopo l'incontro con Mogol.Quante volte invece avviene purtroppo il contrario!Le persone non colgono il momento giusto per prendere il famoso treno e lo perdono, e nella vita il treno non passa sempre.E' come giocare all'Enalotto, vincere e poi accorgersi di aver perso la schedina." (dal libro LUCIO BATTISTI, DUE RAGAZZI ATTRAVERSANO L'ESTATE di Francesco Marchetti)
Scritto Da maldinina74
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27/03/2008
I DIECI SENSI DI ROBY FACCHINETTI Cosa ti piace ascoltare? Cosa ti piace gustare? Cosa ti piace guardare? Cosa ti piace odorare? Cosa ti piace toccare? Qual è il tuo consenso? Qual è il tuo non senso? Qual è il tuo dissenso? Qual è il tuo compenso? Qual è il tuo senso della vita?
Mi piace ascoltare le persone quando parlano
Soprattutto la buona cucina a tavola
Guardare ogni cosa, soffermarmi sui particolari e sfumature
Il profumo del caffe’ la mattina appena sveglio
I tasti delle mie tastiere
Usare il meglio di noi stessi
Dare troppa importanza alle cose inutili
La stupidita’
Tante emozioni nelle cose che faccio e vivo
Dare continuita’ alla nostra esistenza attraverso i nostri figli
Scritto Da maldinina74
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22/03/2008
Scritto Da maldinina74
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22/03/2008
29 SETTEMBRE nuovo singolo tratto da Beat Regeneration
Scritto Da maldinina74
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22/03/2008
29 SETTEMBRE Seduto in quel caffè Vedevo solo lei Mi son svegliato e
io non pensavo a te.
Guardavo il mondo che
girava intorno a me.
Poi d'improvviso lei sorrise
e ancora prima di capire
mi trovai sottobraccio a lei
stretto come se
non ci fosse che lei.
e non pensavo a te.
E tutta la città
correva incontro a noi.
Il buio ci trovò vicini
un ristorante e poi
di corsa a ballar sottobraccio a lei
stretto verso casa abbracciato a lei
quasi come se non ci fosse che lei
quasi come se non ci fosse che lei.
e sto pensando a te...
Ricordo solo che,
che ieri non eri con me.
Il sole ha cancellato tutto
di colpo volo giù dal letto
e corro lì al telefono
e parlo, rido e tu,
tu non sai perché,
t'amo, t'amo e tu,
tu non sai perché...
parlo, rido e tu,
tu non sai perché...
Scritto Da maldinina74
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22/03/2008
ROBY FACCHINETTI - 1984 Strumentale. Credo che ho fatto buona musica Quelli nati un po' in collina E' interessante il silenzio stasera Strumentale. Din din din din din din din din din... Quando scioglierò tutti i nodi al fazzoletto ed il tempo dei perchè sarà chiuso in un cassetto, fare in fretta a dire CIAO, a che resta dei miei sogni, tu l'hai fatto ma dimmi, dimmi, ma che sapore c'è a esser grandi e lontani? Dimmi, è ancora un gioco o no la tua musica? Ti regalerei una vita di domeniche, se non fosse che la vita già di sabato è finita, ma che vada come vada, va vissuta e attraversata, e se il cielo è felice, c'è il sole, ma qualche volta no, e si vince e si perde, e si parte e non si arriva mai, quanta musica din din din din din din din... Strumentale. C'era una volta il sabato sera Dentro un nastro registrato
raccogliendo nuovi giorni
non mi sono mai trovato
senza amore e senza fiato.
Ho scambiato anelli ed inquietudini
indifferente ed emozione
perché c'è gente da buttare via
e carissime persone.
Cosa mi rimane da fare
cosa mi può meravigliare
cosa c'è che io
non conosco già
magari, dov'è.
Nel secondo tempo della vita mia
voglio fare conoscenza
con l'amico mio che abita
la mia testa e la mia stanza.
Siam cresciuti insieme come cuccioli
nell'Italia in bianco e nero
con il sesso fra le nuvole
all'arrembaggio nel futuro.
E' stato un viaggio senza respiro
di mondo ce ne tanto davvero
ma c'è un po' di me
che non è con me
chissà, dov'è.
Tra gli appuntamenti da non perdere
c'è una porta da sfondare
ci nascondevo i pezzi scomodi
e buttavo via la chiave.
Voglio entrarci dentro a rischiare
solo nel mio tempo migliore
mi rimetterò, ci rimetterò
magari, no.
e poi rotolati giù
ha le gambe da ciclista e ha l'occhio azzurro pallido
l'autostrada per il mondo comincia e non finisce mai per noi.
Ci si ferma un po' a Milano
che è quasi in Inghilterra poi
gli amori fanno i nodi come i fili dei microfoni
se non sei un po' speciale
la musica è un mestiere che fa male.
Quelli al sangue come noi
mezzi alpini e messicani del nord
studiano la geografia
tra balere ballerine ma poi
quelli nati un po' in collina
fanno benzina che attraversano il Po
Roma e Samarcanda per noi
ci credi solo quando ci sei.
Quelli nati un po' in collina
fatti in casa come me
caricano a testa bassa e in qualche modo passano
io mi fido della vita la musica è un mestiere che aiuta.
Quelli nati un po' in collina più di una notte non si sposano mai
metto in frigo un'altra luna
per me stesso per chi adesso è con me
per chi amavo tempo fa
per chi non esce dalla mela perchè?
Che mastichi una gomma e non sai
la stoffa da campione che hai.
Siamo nati un po' in collina
ma se rotoliamo giù
con il vento e con la piega noi non ci fermiamo più
l'autostrada per il mondo comincia e non finisce mai per noi.
si vive bene da soli
leggo i giornali la mente e' leggera
sono momenti speciali.
Tanti si lasciano senza rispetto
noi niente affatto m'hai detto
i miei giorni con te
sorridevano bene.
Siamo sempre due belle persone
asciugandoti gli occhi ho risposto
ho bisogno di me.
In questa eta' difficile
e' mio diritto spendere
la vita a modo mio
l'ho guadagnata io
quand'ero un po' piu' giovane.
E' interessante star fuori a pensare
senza spiegare dov'ero
io forse amavo un po' troppo l'amore
e mai nessuno davvero.
E cosi' certe voglie ti fanno scappare
e cambiare le foglie e rifare
c'e' il lavoro che toglie il respiro
ma un uomo cos'e':
un muro da dipingere
un animale un albero
se fosse mai cosi'
lo sai cosa farei
davvero io ti lascerei.
Invece di decidermi
a far girare quel telefono
per dirti: amore mio
ti ho guadagnata io
quand'ero un po' piu' giovane
Lasciami provare a calarmi nei tuoi panni, e a spostare indietro le lancette di vent'anni, per capire come mai non so disegnarti il mondo che vorresti a colori, insegui progetti d'allegria, mi somigli un po' troppo e sogni come oggi ho fatto io stessa musica din din din din...
Din din din din din din...
Gilera Sambuca e via
i nonni al bar con la TV
Lisa dagli occhi blu
il primo uomo sulla luna e poi
c'erano una volta i sogni
Italia-Germania, i primi guadagni miei.
C'era una volta la prima volta
l'erba famosa che fa diventare musicisti e poi.
I comunisti, gli americani, Battisti che fa effetto a lei
la prima firma sul contratto e poi.
Trentasette giorni al sud, poi tutti a casa ed è non è più sola
lei chi andava troppo a scuola
Corto Maltese, Maggio francese e via.
Via con il tempo
gridava e mordeva
che non si dormiva mai
c'era una volta
chitarra per strada
più India e più fantasia.
Ma la terra insegue il sole ed oggi so una cosa in più
quei tempi eran tempi da foto perché.... non c'eri tu.
Cambiano le libertà
le mille lire, le bandiere, niente
i colori della gente
si sente il duemila e voglio aspettarlo qui.
Alla finestra
una vita riuscita
con quella che dico io
c'era una volta
la mia adolescenza
adesso ci sono io.
Che la terra insegue il sole
e fermate non ne fa
teniamo due posti vicini per noi... poi si vedrà.
tutto quanto non ci sta
certe luci e certe ombre
van perdute qua e là
per suonare, raccontare
non c'è il tempo che vorrei
vorrei consegnare il mio cuore
senza dire bugie
come frutta al sole
spettinato com'è?
Ma noi siamo gente di scena
quasi fotografie
stringo forte insieme
fra altre mani le mie.
Scritto Da maldinina74
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04/02/2008
RITORNO AL POOH-TURO Bisogna averne voglia. Per essere sulle scene da 40 anni ininterrottamente e rimettersi in discussione, prendendo il passato, nemmeno il proprio, e facendone una rilettura, non filologica, ma attuale. Ed è proprio quello che i Pooh hanno fatto con "Beat ReGeneration". Se Fabrizio De André sentendo le sue canzoni arrangiate dalla Pfm disse: «Ecco, hanno messo la minigonna», questi classici del beat italiano rivisitati dai Pooh si può dire che abbiano messo i muscoli. L'inizio infatti è chitarre elettriche sguainate, batteria e basso che pompano, e le note inconfondibili di "È la pioggia che va" dei Rokes che riempiono l'aria. "Eppur mi son scordato di te" della Formula Tre viene rivoltata come un calzino: parte "a capella" e prosegue con gli archi. Robusta "La casa del sole" dei Bisonti, scelta come primo singolo e delicati gli intarsi di chitarra acustica che Dodi Battaglia ricama sul corpo di "Nel cuore e nell'anima" dell'Equipe 84. Non è un'operazione nostalgia. Sono canzoni di ieri con la musica di oggi. Rigenerate. «Il nostro disco - spiega Red Canzian, voce e basso elettrico - si chiama "Beat regeneration". La scelta del titolo fa capire che non vogliamo assolutamente un disco nostalgico. Abbiamo fatto tutto il possibile per rifuggire la nostalgia, cercando di staccarci dal modo in cui quelle canzoni venivano cantate, di farne a tutti gli effetti canzoni di adesso dei Pooh. Vogliamo rigenerare le canzoni con le quali siamo cresciuti, quelle che andavamo in giro per le balere a suonare». Se togliamo gli esordi, quando tradurre canzoni straniere era obbligatorio per tutti, questo è il primo disco di cover che i Pooh fanno. Ma le affrontano a modo loro, con i caratteristici impasti vocali, le voci che salgono fino al falsetto, si amalgamano e poi si scindono di nuovo in armonie multicolori. Ne esce un disco energetico, suonato come dio comanda, con grande calibratura dei registri e un'ottima scelta dei brani. Un bonus in particolare merita la scelta di non aver voluto puntare su classici ancora più conosciuti, per non correre il rischio karaoke: sarebbe stato facile, infatti, e anche relativamente sicuro, puntare su brani come "Io ho in mente te" dell'Equipe o "Una ragazza in due" dei Giganti o "Sognando la California" dei Dik Dik, ma immediatamente il ricordo sarebbe andato alle tante trasmissioni televisive dove sconosciuti in coro cantano sempre le stesse canzoni. E poi - aggiunge Stefano D'Orazio, voce e batteria - la nostra operazione serve a far capire quanto importante sia stato il movimento beat e le canzoni che si scrivevano in quegli anni. E per reazione far capire quanto importante sia stata anche la nostra storia che si è sviluppata all'interno del beat, fino ad arrivare al progressive. E noi c'eravamo». Proprio per questo i Pooh hanno puntato su brani di gruppi che non esistono più, con la sola eccezione di "Giochi di bimba" delle Orme, messa a chiudere il disco. Quindi niente Nomadi, né Dik Dik, né New Trolls, nonostante l'importanza che anche questi gruppi hanno avuto per il beat italiano: ma invece spazio ai Califfi di "Così ti amo", cover italiana di "To love somebody" dei Bee Gees, ai Quelli di "Per vivere insieme" ("Happy Toghether" dei Turtles) a "Mi si spezza il cuore" degli Sorrows, a "Un ragazzo di strada" dei Corvi e "Pugni chiusi" dei Ribelli di Demetrio Stratos (che, per il difficile raffronto con la voce di Demetrio, resta forse il brano meno riuscito del disco). Una piccola summa del beat italico condotta con spirito, con garbo, con gusto e che ha aperto ai Pooh ambiti prima "proibiti": «Con questo album siamo entrati in situazioni dove normalmente i Pooh non passavano – dice Roby Facchinetti, voce e tastiere e membro originario del gruppo – ad esempio a Radio DeeJay, ma a noi piace pensare anche che il nostro pubblico conoscerà canzoni che altrimenti, magari sarebbero state dimenticate ». Un'operazione faticosa e di successo, di successo, ma faticosa. precisa Dodi Battaglia, voce e chitarre: «Abbiamo preso questi brani di due minuti e abbiamo dovuto rimetterci le mani. Duravano troppo poco per gli standard odierni. Ne è venuta fuori una versione più muscolare, robusta, ma più nostra. Ma quanti ne abbiamo dovuti scartare!». Canzoni di ieri per ascoltatori di domani. Rigenerate e rigeneranti.
Scritto Da maldinina74
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03/02/2008
UN PO' DI DOMANDE SUI GUSTI PERSONALI DI ROBY - Qual'è il tuo colore preferito? Il bianco (grazie alla mia amica Tina del forum di Poohforfans per questa intervista)
- Il film preferito? La mia Africa
- Il regista preferito? Ermanno Olmi
- Qual'è il genere di film che preferisci? Quello avventuroso
- Il tuo attore preferito? Jack Nicholson
- Qual'è il tuo libro preferito? Mi è piaciuto molto "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto"
- E l'autore che preferisci? Paulo Coelho
- Il genere di libri che ti piace di più leggere? Prediligo le autobiografie
- Ti piace lo sport? Sì
- E qual'è il tuo sport preferito? Il calcio
- Lo sportivo preferito? Roberto Baggio
- La tua squadra del cuore qual'è? L'Atalanta
- Qual'è il gruppo musicale che preferisci? I Police
- E il genere di musica che ti piace di più? Mi piace tutta la buona musica...
- La nazione estera preferita? L'Australia
- E la città estera? Londra
- Qual'è la trasmissione televisiva che ti piace di più in questo momento? Striscia la notizia
- Ed il genere di trasmissione-tv preferito? Preferisco quello giornalistico
Scritto Da maldinina74
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17/01/2008
MODA, ALESSANDRA FACCHINETTI IN VETTA A VALENTINO Una donna molto riservata, quasi timida, un tipo che ha sempre l'aria di stupirsi della considerazione altrui: bella e sottile, alta 1,75 e sempre sui tacchi, capelli corvini lunghi e lisci da dark lady, ma occhi blu sgranati come un cerbiatto spaventato, Alessandra Facchinetti a 35 anni anni è già stata a capo della linea donna di Gucci e ora disegnerà quella di Valentino, ma conserva l'atteggiamento di chi si sorprende che capiti proprio a lei. In realtà Alessandra è determinata, ma - dice chi la conosce bene - non ha quella sicurezza arrogante del leader che si impone a tutti i costi. Lei è piuttosto una che cerca l'equilibrio, sarà perché è del segno dei Gemelli.
Nata a Bergamo il 2 giugno del 1972, adora il padre, il mitico Roby dei Pooh, dal quale - spiega - ha preso anche il carattere, ed è molto legata ai fratelli, anche all'ex dj Francesco che ha perfino abitato con lei, a Milano, all'inizio della carriera di entrambi: "Poi lo cacciai di casa perché era troppo disordinato" ha spiegato una volta, scherzando. Dunque, la giovane Alessandra, dopo aver passato tante estati in camper a seguire i tour canori del papà, decide che la moda é la sua vita e si iscrive all' Istituto Marangoni di Milano. Fresca di diploma, a 22 anni, entra nell' ufficio stile di Miu Miu. Lì, per 7 anni, lavora gomito a gomito con Miuccia Prada dalla quale - ammette volentieri - impara tutto, anche a non accontentarsi mai dei risultati, la qual cosa ben si accorda con il suo carattere, talmente perfezionista da passare per incerto. Quando sente che è tempo di rimettersi sul mercato, la chiama Tom Ford, allora mitico e onnipotente direttore creativo di Gucci, che l'arruola immediatamente per la linea femminile.
E' il 2001, lui è l'astro più amato dal fashion system, lei è una quasi trentenne sconosciuta che lavora dietro le quinte e crea quello che poi il bel texano, con il suo tocco carismatico, assembla e rifinisce per la sfilata. Questo fino al 2004, quando Ford viene liquidato dal gruppo Gucci e si apre il problema della successione, subito risolto portando alla ribalta i tre creativi già a capo delle varie linee: così John Ray diventa lo stilista della moda uomo, Alessandra Facchinetti della donna e Frida Giannini, altra giovane rampante della scuderia Ford, va al comando degli accessori cui già si dedica. Ale viene colta di sorpresa, è titubante, ma non può rifiutare una grande occasione. E' un' enorme responsabilità e ci mette tutta se stessa. Le due collezioni Gucci firmate da lei, quella presentata a settembre del 2004 e la seconda, del febbraio 2005, sono belle, eppure l'8 marzo 2005, a sorpresa, un comunicato informa che la collaborazione è finita. La stilista lascia il Gucci Group "per divergenze con il management", sostituita dalla Giannini che poi prenderà anche il posto di Ray, diventando il capo di tutto lo stile Gucci. Per Alessandra si apre un periodo difficile, ma fecondo. L'esperienza fatta sotto i riflettori è stata dura, ma l'ha temprata. Tutti sanno che è stata 'fatta fuori' perché il gruppo Gucci, sotto il controllo di Pinault, sta facendo una virata e ha bisogno di un genere diverso di stilista.
Lei si mette in disparte, si prende il suo tempo. Poi ricompare, con discrezione, disegnando una piccola linea di piumini preziosi per Moncler, Gamme Rouge. Il prodotto è di nicchia, ma basta a far ricordare a tutti che lei esiste ed è brava. Nel frattempo é ritornata single dopo essere stata fidanzata con l'attore di teatro Marco Brancato. Ha voglia di una nuova sfida lavorativa, corre voce che abbia intenzione di creare una linea propria, e non manca chi la finanzierebbe volentieri. Sembrano sogni, potrebbero diventare realtà, ma a un certo punto arriva la proposta dei vertici della Valentino e la realtà diventa quasi una favola.(Roberta Filippini)
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